Grillo o il Dottor Balanzone
Se un comico fa una battuta, fosse pure una battutaccia, e qualcuno gli risponde non con serietà – ché la serietà richiederebbe una battuta ancora migliore, capace di superare in efficacia la prima – ma con seriosità – che della serietà è una parodia, la versione noiosa, il dottor Balanzone sonnacchioso che in automatico si ridesta: pesante e vacuo – allora la partita è persa fin dall’inizio. Guarda la puntata di "Qui Radio Londra" Grillo è un comico, non gli si può rispondere seriamente
6 AGO 20

Se un comico fa una battuta, fosse pure una battutaccia, e qualcuno gli risponde non con serietà – ché la serietà richiederebbe una battuta ancora migliore, capace di superare in efficacia la prima – ma con seriosità – che della serietà è una parodia, la versione noiosa, il dottor Balanzone sonnacchioso che in automatico si ridesta: pesante e vacuo – allora la partita è persa fin dall’inizio. Il fenomeno Grillo, la discesa in campo della commedia dell’arte – proprio perché commedia dell’arte, molto coinvolge e molto pare travolgere. Ma di ogni maschera della commedia dell’arte, quella del dottor Balanzone è la meno adatta per contendere la scena. E’ il sapientone vuoto, il saccente scarso, soprattutto il comico mancato. Fare come faceva Churchill (certo, una parola!), non come fa Bersani: al vaffanculo, al quasi morto, allo zombi, è inutile (non giudizioso, non rassicurante, non democratico: inutile) rispondere invocando serenità e programmi concreti. Da un comico? Lo scatto, il fulmine, il raffinato spernacchiamento – questo serve, e se questo non si sa praticare, meglio non sconfinare in quel terreno di gioco politico.
Altro aspetto singolare è la massa di coloro che, visto l’abbondante raccolto comicarolo, adesso ambirebbero farsi grillini di complemento: vista l’aria che tira, si mettono sotto vento – e qui, dalla seriosità si passa al semplice panico. La Repubblica di ieri pareva la gazzetta ufficiale del grillismo che c’è in noi – manco il Fatto. Persino il Cav. – che nella commedia dell’arte sapeva primeggiare – avrebbe detto sospiroso e invidioso: “Quel Grillo piace, dovrebbe essere uno di noi. O meglio dovremmo essere come lui”. Matteo Renzi, che vuole rottamare da una vita e adesso ha trovato uno più spigliato di lui, lancia avvertimenti: “Il Pd s’illude di aver vinto, senza gesti forti grillini al 20 per cento”. Di Pietro, sulla Stampa, vede il mestiere a rischio e rivendica una sorta di usato sicuro: “Grillo? Quello che fa lui lo facciamo già noi”. Pure Scajola si fa attento. Parecchi sembrano della stessa opinione di Celentano (da cantante a comico): “Beppe non lo ferma più nessuno”. La verve di un Churchill non s’intravede, ma una battuta buona, se non una buona risposta politica, a nessuno passa per la testa?
Guarda la puntata di "Qui Radio Londra" Grillo è un comico, non gli si può rispondere seriamente